Cabaret

In Italia il cabaret non è uno spettacolo. È una scatola. Quella che arriva a tavola alla fine del pranzo della domenica, piena di dolci assortiti, avvolta nella carta con un fiocco sopra. Non si sceglie un dolce solo. Si guarda, si esita, si prende quello che luccica di più. Poi se ne prende un altro.

"Ho voluto fare una dichiarazione d'amore," racconta Benedetta Bruzziches. "Al pranzo della domenica, alla scatola che arrivava in tavola e cambiava l'umore della stanza. Ho scolpito il gesso con le mie mani. Volevo che l'ottone avesse la morbidezza della carta, che il fiocco sembrasse vero e non lo fosse. Un trompe l'oeil: l'illusione è parte del piacere."

È lo stesso principio che Bernini usava nel marmo: le dita di Plutone che affondano nella coscia di Proserpina sono pietra, ma sembrano premere su carne viva. Cabaret fa lo stesso con l'ottone: un metallo rigido che finge di essere morbido, un fiocco che sembra annodato a mano e invece è fuso e lucidato. La scultura originale in gesso l'ha realizzata Benedetta, nella Bottega. Lo stampo nasce dalle sue mani.

Cabaret è la borsa per chi sa che le cose più serie della vita si dicono con un dono avvolto in un fiocco.

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