Amalia
Nel 1962, Amalia Ercoli Finzi si laureò in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano. Era la prima donna in Italia a farlo. Le dissero che quello non era un mestiere per lei. Lei rispose progettando un trapano capace di perforare il nucleo di una cometa a cinquecento milioni di chilometri dalla Terra.
La chiamano la Signora delle Comete. Ha guidato lo strumento SD2 della missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea: dieci anni di viaggio, sei miliardi e mezzo di chilometri, per far atterrare una sonda su una cometa per la prima volta nella storia. Quando il suo strumento si è svegliato sulla superficie della cometa e le ha risposto, si è messa a piangere. Stava parlando con qualcosa che era arrivato dove nessuno era mai arrivato prima.
"Quando ho disegnato Amalia, non immaginavo che un giorno avrei potuto stringerle la mano," racconta Benedetta Bruzziches. "E invece, in un giorno di pioggia, ombrello alla mano, ha attraversato la città in metro per incontrarmi. È minuta come immaginavo. Grande più di quanto avrei osato sognare."
La borsa che porta il suo nome unisce pelle morbida e alluminio: la dolcezza e il rigore, la terra e lo spazio, nella stessa silhouette. La pochette interna si stacca e vive da sola, come ogni buona idea che nasce dentro qualcosa di più grande.
Amalia è per chi non ha mai perso di vista il cielo.
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