Serena

Serena

“Serenus” in latino significa cielo sgombro, senza nubi. Non felice, chiaro. Lucio Anneo Seneca scrisse un trattato dedicato al suo amico Sereno “De tranquillitate animi” perché Sereno gli chiedeva aiuto: si sentiva in equilibrio, poi bastava niente e tutto tremava. Non riusciva a capire come si tenesse, quella quiete. Seneca rispose che la serenità non è l’assenza di turbamento. È un modo di stare nel turbamento senza esserne travolti. Il risultato di un lavoro paziente, che non finisce mai del tutto. Quando c’è te ne accorgi: tutto sembra al proprio posto, vedi il modo di sistemare ciò che non lo è, il respiro è regolare, scende giù, fino alla pancia, non si ferma nel petto. Qualcosa che non si trova per caso, non si esaurisce nell’attimo, ma quando arriva è destinato a restare. Essere serena, dopotutto è una virtù.

Come si indossa

Tote bag da giorno da portare a spalla. Il lunedì mattina con tutto quello che serve per la settimana. Il viaggio di lavoro con solo un bagaglio a mano, torni stasera. La giornata fuori città, una persona da incontrare per la prima volta. Hai lo spazio per il nuovo che sarà. La tasca esterna per quello che vuoi a portata di mano senza aprire. Il moschettone interno per le chiavi: per essere Serena, è fondamentale non perdere nulla.

Benedetta consiglia

DA FARE

La prossima volta che la malinconia arriva senza motivo, non cercarle un motivo. Siediti. Lasciala passare. Vedi quanto ci mette.

DA LEGGERE

Lucio Anneo Seneca, "De tranquillitate animi", I sec. d.C. Seneca scrive a Sereno, il suo amico che continua a perdere l’equilibrio e gli chiede come ritrovarlo. È ancora la migliore risposta disponibile.

DA GUARDARE

Yasujirō Ozu, "Viaggio a Tokyo", 1953. Il film più sereno che esista. Genitori che visitano i figli a Tokyo, figli troppo occupati per stare. Ozu guarda tutto con una calma che non è indifferenza: è presenza pura.

Packaging

La borsa verrà preparata con cura per la spedizione protetta dal sacchetto in microfibra con logo Benedetta Bruzziches.