Joy

Che forma ha la gioia? Joy è quel ricordo che scalda il cuore. La prima giornata in cui il sole tarda a salutarci. I piedi scalzi sull'erba del mattino, fresca di rugiada. Un pranzo al sole con gli amici e un pomeriggio di pioggia soli con i propri pensieri. Danzare come se nessuno stesse guardando. "Volevo una borsa che facesse sorridere," racconta Benedetta Bruzziches. "Le linee geometriche, la forma ad astuccio, le piastre in ottone: tutto è giocoso e serio allo stesso tempo. Come la gioia vera, che non ha niente di frivolo." Joy nasce dove la geometria incontra la luce. Le due piastre triangolari in ottone le danno struttura, la maglia di cristallo la avvolge, il raso di seta dentro la protegge. Lineare, quasi geometrica, e in questa semplicità, la sua forza.

Come si indossa

Borsa da sera da indossare a mano o a spalla. Un vestito semplice, nessun gioiello. Joy è il gioiello. La prendi dal tavolo con un gesto e la porti come un regalo che hai deciso di fare a te stessa. L'aperitivo che diventa cena, la cena che diventa tardi, il tardi che diventa un ricordo. Dentro ci sta il telefono, le carte, il rossetto. Fuori, tutta la luce che serve.

Benedetta consiglia

DA FARE

Fai una lista delle dieci cose che ti rendono felice. Non le grandi, le piccole. Il caffè della mattina, il rumore della pioggia, una canzone precisa. Mettila nel portafoglio. Rileggila tra un mese.

DA LEGGERE

Italo Calvino, "Palomar", 1983. Un uomo guarda il mondo con attenzione estrema: un'onda, un prato, un raggio di luce. Calvino sapeva che la felicità è un esercizio di osservazione. Si impara guardando meglio.

DA GUARDARE

Jacques Tati, "Le vacanze di Monsieur Hulot", 1953. Un uomo in vacanza al mare che non fa niente di speciale e trasforma tutto in poesia comica. Tati sapeva che la gioia non si cerca. Si nota.

Packaging

La borsa verrà preparata con cura per la spedizione all'interno della scatola Benedetta Bruzziches, protetta dal sacchetto in microfibra con logo.