Winona

In “Ragazze Interrotte” (James Mangold, 1999), Winona Ryder è Susanna Kaysen: una ragazza che entra in un ospedale psichiatrico a diciotto anni e ci resta quasi due. Non è pazza. È acuta, ironica, con una lucidità che disturba. Nel film c’è anche Angelina Jolie, che vince l’Oscar. Ma è Winona la protagonista. È lei che guarda tutto con quegli occhi che scrivono mentre osservano.

Winona Ryder è nata in Minnesota nel 1971. A diciassette anni era Veronica in “Heathers” (1988): ironica, graffiante, con quel cinismo che sembrava autobiografico. Tim Burton la vide e la chiamò per “Beetlejuice” e poi per “Edward Mani di Forbice”. Johnny Depp si fece tatuare “Winona Forever” sul braccio. In quegli anni era la donna più desiderata di Hollywood, e la più difficile da mettere in una categoria.

Nel 2001 fu fermata per furto in un grande magazzino di Beverly Hills. La foto segnaletica divenne iconica: calma, bellissima, quasi assente. Nessuno smise di amarla.

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