Goliarda Flat
Goliarda Sapienza scrisse "L'arte della gioia" tra il 1967 e il 1976. Novecentosessantacinque pagine. La storia di Modesta, una donna siciliana che sperimenta ogni passo della propria vita, anche quelli che la società non le concede. Modesta ama uomini e donne, rifiuta la povertà come rifiuta la sottomissione, ride forte, sbaglia con entusiasmo, ricomincia.
Nessun editore italiano volle il romanzo. Troppo libero, troppo lungo, troppo tutto. Goliarda Sapienza morì nel 1996 senza vederlo pubblicato. Il manoscritto arrivò prima in Francia, poi in Germania. In Italia uscì solo nel 2008. Oggi è tradotto in tutto il mondo.
"Quando ho letto Modesta per la prima volta ho capito una cosa su di me," racconta Benedetta Bruzziches. "Che la libertà non si chiede. Si pratica."
Goliarda Flat è la versione che rinuncia al tacco. Non per concessione alla comodità: per vicinanza. Due centimetri e mezzo dal suolo. Il cristallo è lo stesso, la seta è la stessa, la mano che cuce è la stessa. Quello che cambia è il rapporto con la terra. Più vicina, più leggera, più viva.
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