Cossyra

Cossyra era il nome antico di Pantelleria, isola vulcanica tra la Sicilia e la Tunisia, sacra alla dea Cos, madre della terra e della materia. Per due millenni i naviganti la usavano come punto di riferimento: non si sbarca a Cossyra, si sa che c'è. Il fumo del vulcano era la prova che sotto la superficie qualcosa di vivo continua a bruciare.

"Siamo polvere di stelle riportata in vita," scrisse Neil deGrasse Tyson. Cossyra porta esattamente questo: la materia terrestre e la luce cosmica, la radice e il cielo, nello stesso oggetto. Lo sperone in ottone con cristalli sul retro cattura la luce a ogni passo, come il bagliore di un'isola vista dal mare.

"Ho disegnato Cossyra pensando a quella terra che brucia senza chiedere attenzione," racconta Benedetta Bruzziches. "La lava si fa strada da sola. Lo sperone è il suo modo di brillare."

Cossyra è per la donna che non cerca conferme. Cerca connessione. Sa da dove viene, sa che fa parte di qualcosa di più grande, e questo la rende del tutto libera.

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