Chatelaine

La parola viene dal francese: châtelaine significa signora del castello. Nel Medioevo, la donna della casa portava alla cintura un mazzo di chiavi legate a una catena. Aveva le chiavi della dispensa, della cantina, degli armadi chiusi a lucchetto. Chiunque volesse accedere a qualcosa di valore, doveva passare da lei. Quelle chiavi erano il simbolo silenzioso dell'autorità femminile.

In epoca vittoriana la chatelaine divenne un oggetto da sfoggiare. Fissata alla cintura con una spilla o un gancio nascosto dietro un medaglione, portava appese sulle catene l'intero mondo di chi la indossava. C'erano chatelaine da lavoro, con forbici e ditali per le sarte, termometri e porta-pillole per le infermiere. Chatelaine da lutto, con ciondoli a forma di cuore, ancora e croce. Chatelaine da ballo, con bottigliette di profumo, fiale per i sali, minuscoli taccuini. Parlavano senza bisogno di parole. Svelavano la vita e le abitudini di chi le portava, come un diario visibile appeso alla vita. Le figlie giovani di casa, che ancora non avevano ricevuto le chiavi, indossavano versioni decorative con oggetti ornamentali al posto delle serrature. La forma del potere, prima del potere stesso. La chatelaine scomparve quando le borse si fecero più grandi, quando gli orologi si iniziarono ad indossare al polso, quando agli abiti vennero cucite le tasche. Gli oggetti trovarono altri posti.

"Ho creato la Chatelaine raccogliendo frammenti nel corso degli anni," racconta Benedetta Bruzziches. "Ognuno arrivato nel momento giusto, ognuno con una storia che non conosco per intero, ma che insieme tengono traccia della mia. In fondo ogni oggetto porta con sé il tempo di chi l'ha custodito."

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